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22 febbraio 2022



Quarantena non più pagata come malattia dal 1° gennaio 2022

Con il messaggio n. 679 dell’11 febbraio 2022, INPS conferma lo stop alle tutele previste per i lavoratori dipendenti del settore privato sprovvisti di Green pass rafforzato, sia dove sia prevista la quarantena o l’isolamento fiduciario ( vedi note a margine)

Dopo il rifinanziamento in extremis previsto dal D.L. n. 146/2021 e conseguente equiparazione a malattia della quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fino al 31 dicembre, l’INPS mette nero su bianco la mancanza di disposizioni specifiche per gli eventi avvenuti nel corso del 2022.

Stessa situazione anche per i lavoratori fragili, qualora impossibilitati a svolgere la prestazione lavorativa in smart working.

Per gli eventi a cavallo tra il 2021 e il 2022, il pagamento dell’indennità di malattia o ricovero ospedaliero potrà avvenire solo per le giornate nel 2021 ed in ogni caso nei limiti delle risorse disponibili.

Non sarà più pagato dall’INPS come malattia il periodo di quarantena con sorveglianza attiva o di permanenza domiciliare fiduciaria a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Per i lavoratori dipendenti del settore privato assenti dal lavoro in caso di quarantena da contatto o sottoposti alla misura della permanenza domiciliare fiduciaria e seguito di viaggi in zone a rischio epidemiologico, lo Stato non garantisce più una copertura economica delle giornate non lavorate.

È quindi chiaro che, in assenza di nuove disposizioni normative, per il 2022 non sarà possibile riconoscere l’indennità di malattia in caso di quarantena, così come non saranno indennizzate come ricovero ospedaliero le giornate di assenza dal lavoro dei fragili.

 

Quarantena ed isolamento fiduciario: differenza 

Nella circolare del Ministero viene chiarita prima di tutto la differenza tra quarantena e isolamento fiduciario, spesso usati erroneamente come sinonimi poiché fanno riferimento a due condizioni diverse. 

Che cos’è la quarantena per Covid

La quarantena interessa le persone sane che sono venute a contatto con un positivo e potrebbero essere potenzialmente esposte al rischio infettivo. 

Le persone in quarantena non devono avere contatti con nessuno per la durata del periodo di incubazione del virus (circa 10 giorni).

Cosa fare se si è stati a contatto con un caso accertato di Covid-19

Sono cambiate le regole per coloro che sono entrati a contatto con un caso accertato di Covid-19: devono infatti rispettare un periodo di quarantena che varia a seconda dello stato vaccinale.

5 giorni dall’ultima esposizione al caso positivo per le persone non vaccinate (o che abbiano effettuato solo il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni) che non presentano sintomi: è necessario avere l’esito negativo di un test finale rapido o molecolare. Inoltre è obbligatorio indossare Ffp2 anche per i 5 giorni successivi.

Chi ha ricevuto la dose booster, oppure ha completato il ciclo vaccinale primario nei 120 giorni precedenti, oppure è guarito da infezione da SARS-CoV-2 nei 120 giorni precedenti, oppure è guarito dopo il completamento del ciclo primario, non deve stare in la quarantena: si applica la misura dell’autosorveglianza della durata di 5 giorni. È fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2 per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso.

 

 

L’isolamento fiduciario per Covid 

L’isolamento fiduciario riguarda i casi accertati di Covid-19 (positivi al tampone), che devono separarsi dalla comunità ed evitare in tutti i modi la trasmissione dell’infezione. 

Il periodo di contagiosità può essere diverso a seconda della presenza o meno dei sintomi e la durata dell’isolamento può quindi cambiare. 

Vediamo insieme quali sono le tempistiche corrette e le procedure da seguire in caso di isolamento e quarantena.

Isolamento fiduciario: cosa fare con tampone positivo e sintomi

Coloro che presentano i sintomi da Covid-19 e risultano positivi al tampone, per rientrare in comunità dopo l’isolamento devono aspettare almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi e devono aver effettuato un test molecolare (tampone classico) con esito negativo dopo almeno 3 giorni senza sintomi. 

 

Isolamento fiduciario: cosa fare con tampone positivo e assenza di sintomi

Gli asintomatici con tampone positivo possono rientrare alla propria vita sociale solo dopo un periodo di isolamento fiduciario di almeno 10 giorni dall’esito positivo del test e solo in seguito a un ulteriore tampone con risultato negativo.